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Olio di oliva
È dalla metà del VII secolo a.C. che si coltivano olivi nell’ubertosa Toscana, ove tale nobile pianta riveste da sempre un ruolo primario dal punto di vista ambientale, sociale e culturale.
Colore: dal verde al giallo oro con variazione cromatica nel tempo; profumo: fruttato accompagnato da sentore di mandorla, carciofo, altra frutta matura, verde di foglia; sapore: di fruttato marcato.
È un olio fruttato, potente e gustoso, adatto alle persone che amano i sapori pieni e intensi, lo si consiglia a crudo su carni alla griglia, con insalate, bruschette, sulla pizza, in pratica è un conditutto universale saporito, ottimo anche per cucinare.
Le origini dell'aceto balsamico tradizionale si perdono nella notte dei tempi.
E' documentata sin dalla fine del '500 l'abitudine delle famiglie locali di maturare il mosto cotto acetificato invecchiandolo in botti di diversi legni, conservate nel sottotetto o nella soffitta, dove era sottoposto alla grossa escursione termica tra le calde estati e i freddi inverni della zona intorno a Modena.
E' sempre stato usato in piccole quantità nelle occasioni speciali: alla corte del Ducato Estense, lo si utilizzava per impreziosire i banchetti e come dono alle massime autorità. Ogni famiglia poteva avere una o più batterie di botti, e poichè l'aceto ivi maturato impreziosiva col tempo, si diffuse l'abitudine di dare in dote alle giovani spose l'acetaia di famiglia, trasmettendola quindi per via matrilineare.
In anni recenti, l'aceto balsamico tradizionale di Modena ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta (DOP). Per ottenere la DOP, un aceto deve essere prodotto con mosto di uve locali (tipicamente il Trebbiano bianco) e invecchiato in una serie di botti di dimensione decrescente e di legni diversi: ad esempio rovere, castagno, acacia, frassino, ciliegio, ginepro.
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